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PESCARA DEL TRONTO – “LA BOTTE” – CAMARTINA – PRETARE

Questo sentiero è stato ripristinato nel tratto iniziale da Associazione “Arquata Potest” nel dicembre 2019 in collaborazione con i volontari del “Cammino nelle Terre Mutate”, di cui anch’esso fa parte, e risulta essere particolarmente interessante perché, partendo da Pescara del Tronto, offre la possibilità di arrivare fino a Pretare, ai piedi del Monte Vettore, così come quella di ridurne la lunghezza sfruttando le deviazioni precedenti che riportano verso Camartina o anche in direzione di Arquata capoluogo.
Lo stringente contrasto tra la bellezza della natura nei luoghi attraversati e la devastazione causata dal terremoto è una costante di questo tracciato.

A questo punto è necessaria una precisazione: Arquata capoluogo è interamente “zona rossa” (quindi interdetta ai non autorizzati), così come lo sono Pescara del Tronto, Camartina e Pretare (salvo dove diversamente indicato). Si specifica, pertanto, che è assolutamente vietato l’ingresso nelle “zone rosse”.

Il sentiero parte dal paese di Pescara del Tronto, lungo la vecchia Salaria (SP89), più precisamente dal cimitero del cimitero del paese e dalla Cappelletta dedicata alle vittime del sisma del 24 agosto 2016, ai piedi del viadotto delle “Tre Valli Umbre”.
Risalendo l’evidente strada brecciata si superano diverse tartufaie presenti su entrambi i lati, e dopo circa 1 km si attraversa un quadrivio.

Attenzione: a questo punto occorre proseguire dritto, ignorando la strada costruita dal Consorzio Idrico Provinciale con i lavori in corso per realizzare il nuovo acquedotto antisismico.
Purtroppo però l’ingresso del sentiero risulta attualmente essere stato parzialmente divelto dai lavori in corso che hanno creato un salto di circa 3 m. Il tracciato verrà ripristinato dallo stesso Consorzio a conclusione dei lavori stessi (si stima entro il 2020).

Perciò, per poter proseguire lungo la strada brecciata, si consiglia di voltare a destra e trovare un punto adatto per salire la costa rientrando così sul sentiero brecciato.

Rietrati sul sentiero, si continua a salire e dopo circa 1 km si supera con la dovuta attenzione una paleofrana che apre una spettacolare panoramica sui Monti della Laga e le frazioni di quel versante del Comune di Arquata: Faete e Spelonga.
Dopo circa 2,7 km dalla partenza, il percorso svalica dal versante di Pescara verso quello di Arquata capoluogo, ricongiungendosi al sentiero 104 che scende verso la vena dei Corvi (945 m), attraversando castagneti secolari, fino a raggiungere un bivio. Proseguendo verso destra, si va in direzione del ripetitore e, quindi, di Arquata capoluogo. L’escursionista, invece, dovrà prendere a sinistra proseguendo così in direzione Pretare.

Circa 600 m. dopo il bivio, la strada comincia a salire leggermente fino ad arrivare, dopo un paio di tornanti, ad un’area pic-nic, ideale per una sosta, nei pressi della fonte denominata “la Botte” (situata poco distante, a circa 30 metri di distanza, dall’evidente cartello) a 1000 m. esatti di altitudine. Questa sorgente anticamente era quella che riforniva l’acqua ad Arquata capoluogo, prima della costruzione dell’acquedotto del Pescara.

L’itinerario prosegue fino ai ruderi dell’antica “Casa del Conte Gallo” per poi giungere ad un bivio: scendendo verso destra si va in direzione Camartina, prendendo il Sentiero 103.
Proseguendo dritto, invece, si continua in direzione Pretare.

La strada continua a salire con leggera pendenza, permettendo ampi scorci sui Monti della Laga, mentre ci si avvicina sempre di più alle scenografiche pendici del Monte Vettore (2478 m).
A circa 7 km dall’inizio del percorso, ad un’altezza di m 1220, una curva a gomito mostra sulla sinistra il bivio in direzione di Fonte Cappella, altra possibile sosta.
Proseguendo lungo il tracciato, si giunge infine in località “Picchio 7” (1280 m), spettacolare balcone naturale sulla Vallata del Tronto e sulle catene circostanti, in passato utilizzato come punto di avvistamento antincendi (da cui il nome).
A questo punto il sentiero sbocca sulla strada SP89 prima di rientrare, poco più avanti sulla sinistra, di nuovo nel bosco, attraversando la Pineta di Pretare e poi riscendendo lungo il sentiero delle Veticare.

Prima di giungere a Pretare si passa a fianco di una antica fornace.

Si avvisano gli escursionisti della possibilità che alcuni tratti dei sentieri non risultino talvolta adeguatamente ripuliti (specialmente per via della ricrescita della vegetazione) e/o non adeguatamente segnati. “Arquata Potest” si scusa per eventuali disagi specificando in ogni caso che NON RISPONDE DI ALCUN TIPO DI RESPONSABILITA’, che rimane in via esclusiva in capo ai singoli escursionisti e frequentatori dei sentieri in questione.

 

LA FORNACE DI PRETARE

I resti dell’antica fornace sono situati fuori del centro abitato. Quello che ne resta testimonia l’importante utilizzo che se ne fece. Ha l’aspetto di una torre tronca a pianta quadrata, realizzata in conci di pietra e mattoni rossi. Alla sua base si evidenzia il vuoto costituito dall’arco.
Ormai dimessa, fu costruita vicino alla fonte di materia prima, la pietra calcarea. Il terreno, che la circonda testimonia, con la sua forma concava l’erosione di origine fluvio-glaciale anche grazie alla presenza di rocce e depositi glaciali. Poco sotto la fornace, verso la Valle dell’Acero, si osservano gli indizi di una trascorsa erosione fluviale con accumuli di depositi morenici.
Il suo utilizzo consisteva nella calcinazione delle rocce, cioè per la produzione di calce viva.
Questo processo consiste nel riscaldamento della pietra calcarea a temperature di circa 800 °C con il fine di eliminare la componente volatile e l’acqua di combinazione, inoltre per decomporre bicarbonato e carbonati. In questa fornace di cottura, il caricamento della roccia avveniva dall’alto e la calce ottenuta era scaricata verso il basso, senza mai interrompere il funzionamento del forno.
La calce, è un legante utilizzato nell’edilizia e conosciuto fin dai tempi antichi. Trova largo impiego impastato con sabbie inerti per la costituzione di malte aeree, o malte idrauliche se impastato con la pozzolana.

Distanza: 12,5 km

Dislivello: 542 m

Quota minima: 750 m

Quota massima: 1292 m

Sentiero n° 107-103-104

Segnaletica presente: Sì

traccia GPS