SPELONGA – CHIESA MADONNA DEI SANTI – MONTE COMUNITORE – COLLE D’ARQUATA


C’è la possibilità di far partire questo itinerario circa 1 km dopo aver oltrepassato il borgo di Spelonga, dove troverete un bivio sulla sinistra che indica “Passo Il Chino”. Qui la strada diventa non asfaltata e dovrete percorrerla per 2,6 km sorpassando un primo bivio a sinistra (con cartello di divieto di accesso) fino a raggiungere il secondo sempre a sinistra con relativo cartello di divieto. La riconoscerete poiché sulla diramazione vi è il Fosso Favone con acqua e abbeveratoi.

La traccia che forniamo in allegato, tuttavia, inizia proprio da Spelonga, allungando leggermente il percorso che, partendo dalla Chiesa di Sant’Agata e svoltando dalla piazza a sinistra, sale fino alla parte alta del paese e permette di godere allo stesso modo delle spettacolari vedute offerte da questo itinerario.
Partendo da Spelonga si raggiunge a piedi, nella parte più alta del paese, la chiesetta di S. Emidio (ca. 970 m).
Prendere l’evidentissima mulattiera che ha inizio davanti al fontanile addossato alla parete sn. della Chiesa. Dopo un breve tratto (10 min.) nei pressi del serbatoio dell’acquedotto (Le Schiarezze) si incontra la convergenza di due sterrate con una mulattiera al centro; proseguire per quest’ultima, larga e lastricata da grosse pietre. Si attraversa un primo fosso, poi un altro (Fosso delle Fonticelle) quindi si arriva al limite del grande bosco di castagni (Le Macchie) inciso da un altro fosso, quasi sempre in secca (Fosso della Portella).

Si prosegue nel bosco dove la sempre evidente mulattiera va leggermente in discesa fino ad incrociare dopo 5-600 m una pista che risale sulla destra. Proseguire per questa, incontrandone poco dopo un’altra, che si segue verso destra fino a giungere dinanzi alla Chiesa della Madonna dei Santi (1128 m, 0,45 ore), gioiello incastonato nella quiete di castagneti secolari e tuttora meta dei paesani a Ferragosto, che poi pranzano all’aperto nel fresco del bosco. Il “tiro al gallo”, gioco un po’ cattivello che consisteva nel bersagliare con pietre il povero bipede (vinto da chi lo ammazzava), non si fa più da un pezzo. Di ritorno dalla festa di Ferragosto, gli Spelongani usavano sfregare la pancia su un grosso masso sottostante la chiesetta, presso la “Ferrara”, proteggendola così per tutto l’anno dai malanni (una volta forse il peggiore era la fame). La stessa pietra era utilizzata in antichità per riti legati alla fertilità che, presumibilmente, spiegano in parte questo tipo di “rituale”.

Risalendo il sentiero si giunge al bivio della strada brecciata ove il sentiero che troverete a sinistra conduce al Monte Comunitore (1695 m) mentre, scendendo verso destra, si torna sulla SP Trisungo-Colle d’Arquata.
Proseguendo, appunto, sulla sinistra verso il Comunitore, il paesaggio cambierà lentamente affacciandosi sulla catena dei Monti Sibillini ed in particolar modo verso il Monte Vettore, il più alto con i suoi 2.478 m., regalando uno spettacolo unico ed emozionante.
Raggiunto il Comunitore, aggirare il monte scendendo in direzione Sud e raggiungendo così l’evidente mulattiera che, dopo un paio di brevi tornanti, vi permetterà di ricongiungervi con il “Sentiero Italia”.
Proseguire seguendo la segnaletica del S.I. che vi farà scendere prima lungo il fosso scavato dal torrente Vargo e, successivamente, tra le spettacolari manifestazioni di pietra arenaria che vi condurranno fino alla Chiesa della Rocchetta, situata in posizione panoramica a 1108 m sul Monte Rocca.
Da lì scendere i tornanti della costa che vi condurranno agevolmente fino a Colle d’Arquata.

 

Parte delle informazioni del presente itinerario sono tratte da “Monti della Laga: guida escursionistica” di A. Alesi, M. Calibani e A. Palermi; Società Editrice Ricerche.
Si avvisano gli escursionisti della possibilità che alcuni tratti dei sentieri non risultino talvolta adeguatamente ripuliti (specialmente per via della ricrescita della vegetazione) e/o non adeguatamente segnati. “Arquata Potest” si scusa per eventuali disagi specificando in ogni caso che NON RISPONDE DI ALCUN TIPO DI RESPONSABILITA’, che rimane in via esclusiva in capo ai singoli escursionisti e frequentatori dei sentieri in questione.

Distanza: 11,9 km

Dislivello: 804 m

Quota minima: 905 m

Quota massima: 1709 m

Sentiero n° 301 + S.I.

Segnaletica presente: Parzialmente

traccia GPS