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IL G.A.D.A. IN 3 TAPPE

Tappa 1
PRETARE – PIEDILAMA – BORGO D’ARQUATA – TRISUNGO – FAETE – SPELONGA
11,6 km

Dall’area SAE di Pretare, nei pressi del Ristorante “Rifugio degli Alpini”, si nota sulla destra una stradina che lascia la SP89 costeggiando il parco comunale (dove è anche presente una fontanella d’acqua potabile💧). Imboccatela, continuando a scendere per un centinaio di metri lasciando sulla vostra destra alcune casette di rimessaggio e un depuratore, prima che il sentiero inizi ad entrare nel bosco alternandosi a prati.
Continuare facendo attenzione alla segnaletica orizzontale lungo il tracciato che prosegue verso sud, superando le rovine di un antico mulino (evitare di avvicinarsi in quanto la struttura è pericolante), fra tratti di bosco e aperture sulla vallata, quasi in parallelo al Fosso della Pianella.
Circa a metà del percorso vi imbatterete in Fonte Sant’Egidio, una pòlla di acqua potabile 💧 che sgorga ai piedi di un’enorme roccia a formare una grotta.
Ai piedi della stessa è stata collocata una statua dell’omonimo santo, patrono di Piedilama.
Gli abitanti di questa frazione ritenevano la fonte miracolosa ed erano pertanto soliti utilizzarne le acque per gli impacchi o per dissetare i malati.

Superata la fonte, si continua a scendere in direzione sud passando prima su una passerella che costeggia un fosso (abbastanza ricco di acque a primavera, quando occorre prestare maggiore attenzione), e poi si supera un ponticello di legno per rientrare così su Piedilama, seguendo le indicazioni della segnaletica.
Una volta superata la zona rossa di Piedilama si raggiunge nuovamente la SP89 che nell’ultimo tratto porta alla zona SAE.
Per proseguire verso Borgo, non occorre scendere fino all’area SAE bensì, una volta raggiunta la SP89, si attraversa la strada e, sul lato opposto, occorrerà entrare in uno dei vicoli del paese, segnalato dalla presenza di una bandierina bianco-rossa su un palo e di un cartello in legno poco distante.
Si incrociano 2 bivi: mantenere la destra sia al primo che al secondo. A questo punto la mulattiera inizia a salire per paio di km in direzione del Colle Forcella che, una volta raggiunto, regala numerosi spunti panoramici sulle catene circostanti, con lo sguardo che spazia dal Vettore (2478 m) a nord, il re dei Sibillini, fino al Pizzo di Sevo a sud (2419 m), in direzione dei Monti della Laga.
Dopo un breve tratto pianeggiante, il tracciato inizia a scendere e, dopo un tratto privo di bosco, si rientra nello stesso finché non si giunge ad un bivio: per proseguire verso Borgo occorre voltare a sinistra, continuando a scendere la costa della Pisciallonga.
Da qui la strada non è più la comoda mulattiera da trattore ma un vero e proprio tracciato nel bosco, che passa sulla sommità della Macchia di San Pietro scendendo prima lentamente, e poi in maniera più ripida fino a ricongiungersi con una strada brecciata.

Da qui scendendo a sinistra si andrà verso Borgo di Arquata (passando anche a fianco del fontanile Palombini, acqua non potabile), mentre per raggiungere Trisungo occorre prendere a destra, dove la mulattiera continua a salire leggermente per altri 150 metri circa fino a raggiungere il punto panoramico più alto, nei pressi di un vecchio trattore non funzionante, parcheggiato ai piedi di un grosso albero.
Da qui, con in fronte Picco di Macina, la montagna che sovrasta Trisungo, comincia la discesa proseguendo lungo l’evidente mulattiera che raggiunge un campo di fieno. Mantenersi lungo il bordo destro del campo, seguendo la vecchia staccionata (in buona parte ricoperta dai rovi) per circa 150 metri, fino a trovare una varco aperto della staccionata (venuta giù) che vi permette di scendere ulteriormente verso il basso, lasciando il campo.
Circa 50 metri dopo il tracciato abbandona la radura ed entra nel bosco, scendendo a zig zag tra gli alberi.
Seguire l’evidente percorso che prosegue all’ombra dei cerri raggiungendo degli orti nei pressi del Fosso della Madonna delle Grazie.
Continuare a scendere fino a trovare sulla destra l’edicola sacra dedicata alla Madonna delle Grazie (patrona di Trisungo) e San Francesco (patrono di Borgo di Arquata), benedetta in data 26.07.2020 e arrivare, 50 metri più sotto, nella frazione di Trisungo, fino a raggiungere il suo antico ponte (ai piedi del quale, sul lato più vicino al parco giochi, è presente una fonte d’acqua potabile💧).

Dal ponte proseguire in direzione Faete salendo lungo la strada asfaltata che in breve si ricongiunge con la SP 20 (Trisungo-Colle d’Arquata): nei pressi del bivio è stato installato il pannello informativo #Camminarquata. Proprio qui occorre attraversare la SP raggiungendo l’imbocco del sentiero
(indicato anche da una freccia segnaletica in legno), che sale in direzione di Faete, incrociando una volta la S.P. 20 e, proseguendo, si esce poco prima della Chiesa di San Matteo, giungendo a Faete nelle vicinanze del campetto sportivo (si segnala, attraversata la strada provinciale, all’imbocco del bivio per il paese, una fontana di acqua potabile💧).

Da qui, proseguire sul lato destro della Chiesa (senza entrare nell’area SAE di Faete), imboccando la mulattiera che attraversa un magnifico castagneto secolare. In breve si raggiunge un punto panoramico sulla parte di Arquata capoluogo e la sua Rocca che hanno stoicamente resistito ai terribili eventi sismici.
Dopo un tratto pianeggiante, a circa metà del percorso, si giunge ad un bivio: è necessario voltare a sinistra per risalire in direzione Spelonga, affiancando magnifici muretti a secco. Una volta raggiunta Spelonga, nella piazza del paese è possibile fare rifornimento d’acqua presso una fontanella.💧

Di seguito le attività che potete incontrare lungo questa tappa:

Pretare   ◦  347.0875331   ◦   fb💻

Piedilama   ◦  389.7975081

Borgo   ◦  349.5243960

Borgo   ◦  333.3269594

Borgo   ◦  349.3704083 (pernottamento in autogestione)

Trisungo   ◦  0736.809163

Trisungo   ◦  0736.809728   ◦   sito💻

Trisungo   ◦  340.5894661  ◦   sito💻

Spelonga   ◦  331.4020729   ◦   fb💻

Spelonga   ◦  329.0197663  ◦   sito💻

Tappa 2
SPELONGA – COLLE D’ARQUATA – GRISCIANO
20,6 km

Da Spelonga si raggiunge la Chiesa di Sant’Agata (sulla piazza, dove è anche presente una fontanella d’acqua potabile💧), da cui, svoltando dalla piazza a sinistra, si sale fino alla parte alta del paese fino alla chiesetta di S. Emidio (ca. 970 m).
Prendere l’evidente mulattiera che ha inizio davanti al fontanile addossato alla parete sinistra della Chiesa. Dopo un breve tratto (10 min.) nei pressi del serbatoio dell’acquedotto (Le Schiarezze) si incontra la convergenza di due sterrate con una mulattiera al centro; proseguire per quest’ultima, larga e lastricata da grosse pietre. Si attraversa un primo fosso, poi un altro (Fosso delle Fonticelle) quindi si arriva al limite del grande bosco di castagni (Le Macchie) inciso da un altro fosso, quasi sempre in secca (Fosso della Portella).

Si prosegue nel bosco dove la sempre evidente mulattiera va leggermente in discesa fino ad incrociare dopo 5-600 m una pista che risale sulla destra. Proseguire per questa, incontrandone poco dopo un’altra, che si segue verso destra fino a giungere dinanzi alla Chiesa della Madonna dei Santi (1128 m, 0,45 ore), gioiello incastonato nella quiete di castagneti secolari e tuttora meta dei paesani a Ferragosto, che poi pranzano all’aperto nel fresco del bosco. Nei pressi della chiesa è presente una fontana d’acqua potabile.💧
Dalla Chiesa proseguire seguendo le indicazioni delle frecce direzionali che indicano per Passo il Chino, risalendo una pista battuta che dopo circa 15 minuti si ricongiunge ad un bivio con una comoda strada brecciata, nei pressi di una fonte💧.
Qui occorre proseguire a sinistra sulla brecciata (al contrario, scendendo verso destra, si tornerebbe sulla SP Trisungo-Colle d’Arquata).

Continuare a salire lentamente per circa 4,5 km con la panoramica del Monte Vettore che vi accompagnerà lungo tutto il tragitto.
Si raggiunge così un parcheggio sulla sinistra con 5 posti auto e una piccola area pic-nic.
Da qui si prosegue affiancando la Vena “de lu Pujie” (Vena del Poggio) a sinistra: prestare molta attenzione per i prossimi 100 m in quanto gli enormi massi sporgenti incombono sopra la strada e ogni tanto qualche pietra rotola a valle.
Superata la costa, nel giro di 500 m la brecciata viene sostituita dalla terra battuta: dopo un paio di tornanti ci si trova ad una deviazione la quale, sia a destra che a sinistra, porta alla stessa uscita.
Proseguire per altri 500 m fino al Monte Comunitore (punto più alto del G.A.D.A con 1695 m: sarete alla base della sua vetta quando vedrete una staccionata che fa da panoramica alla cornice dei Monti della Laga), da cui comincerà la discesa per 1 km verso Passo il Chino (1581 m), dove il G.A.D.A. si ricongiunge al “Sentiero Italia”, che vi condurrà nei prossimi 5 km in discesa verso Colle (percorso caratterizzato da un certo dislivello).

Proseguire seguendo la segnaletica del S.I. che vi farà scendere prima lungo il fosso scavato dal torrente Vargo e, successivamente, tra le spettacolari manifestazioni di pietra arenaria che vi condurranno fino alla Chiesa della Rocchetta, situata in posizione panoramica a 1108 m sul Monte Rocca.
Da lì scendere i tornanti della costa che vi condurranno agevolmente fino a Colle d’Arquata.
Raggiunta la piazzetta del cuore del paese dal lato dove sorge la piccola Chiesa di San Sebastiano (dove si segnala la presenza di una fontanella d’acqua potabile💧), risalire la strada sul lato opposto che conduce fuori dall’abitato.

Dopo aver superato la Chiesa di San Silvestro, situata su uno sperone di roccia in posizione panoramica, percorrere 2 km su strada asfaltata della SP 20 “Trisungo-Colle” in direzione Spelonga, per poi voltare a sinistra là dove una mulattiera in discesa è indicata da una freccia informativa, nei pressi di alcune stalle provvisorie.
Da lì parte il sentiero che per i primi cento metri circa è in comune con quello che conduce a Pescara del Tronto, dal quale successivamente si differenzia in quanto quello per Pescara risale a destra nei pressi di un bivio, mentre quello per Grisciano prosegue dritto in basso. Da questo incrocio è possibile altresì ammirare le vette più alte del Comune di Arquata, nonché tra le maggiori di tutto questo lembo di Appennino: il Monte Vettore in direzione nord (2478 m) e il Pizzo di Sevo a sud (2419 m).
Da qui il percorso scende nel bosco, nel quale è possibile orientarsi seguendo la segnaletica orizzontale.
Lungo il sentiero gli escursionisti potranno apprezzare alcuni muretti di fattura ben diversa rispetto a quelli di contenimento (anch’essi spesso presenti su questo itinerario): trattasi infatti di muretti di segnalazione dell’antico confine tra il Regno di Napoli e lo Stato Pontificio.
Si segnala agli escursionisti meno attenti che il sentiero, una volta uscito dal bosco e allungatosi nei pressi di una radura, vi rientra successivamente sulla sinistra, dove la segnaletica orizzontale indica il punto esatto di ingresso. In questo tratto, infatti, viene spontaneo mantenersi lungo il tracciato più ampio che invece porta ad una fontana in cemento priva di acqua.
Una volta imboccato questo ingresso, il percorso scende fino alla frazione di Grisciano (Accumoli, RI), dopo aver attraversato bellissimi resti di muretti a secco, per poi seguire in piano la strada che diventa brecciata ed agevole, fino ad uscire nei pressi del ponticello sul torrente Chiarino.
A Grisciano è presente una fontanella💧 nei pressi della piazza, vicino al Bar dei Platani.

Di seguito le attività che potete incontrare lungo questa tappa:

Spelonga   ◦  329.0197663  ◦   sito💻

Spelonga   ◦  328.4832520   ◦   sito💻

Colle d’Arquata   ◦  324.7735875   ◦   fb💻

Grisciano   ◦  0746.80403   ◦   sito💻

Grisciano   ◦  333.8925098

Grisciano   ◦  349.8513370   ◦   fb💻

Grisciano   ◦  328.4052893   ◦   sito💻

Tappa 3
GRISCIANO – TUFO – PESCARA – CAMARTINA – PRETARE
18,8 km

Raggiunto il lato sud di Grisciano, dove è presente una fontanella 💧 presso il Bar dei Platani, si attraversa la SS Salaria raggiungendo la fermata del bus nei pressi della quale è presente un ponte pedonale sul fiume Tronto.
Attraversato il ponte, occorre seguire la strada asfaltata SP 129 (chiusa al traffico in attesa dei lavori di ripristino post-terremoto) lasciando i campi di calcio sulla sinistra.
Dopo circa 300 m dal ponte occorre deviare all’improvviso a destra, risalendo il tracciato indicato da una palina (la quale in alcuni casi può risultare coperta dalla vegetazione). Risalendo detto tracciato si evita, infatti, di percorrere il lungo tratto di strada asfaltata risparmiando così circa 1 km.
Raggiunta di nuovo la SP 129, si prosegue per altri 200 metri per rientrare più avanti nel bosco a sinistra, risalendo per 1 km attraverso i castagneti centenari del Colle Rapino.
Si raggiunge così il bivio tra il “Sentiero Italia” e il “Cammino nelle Terre Mutate”, indicato da un palo con 3 frecce e relative indicazioni.

Lasciare, appunto, il S.I. e imboccare il C.T.M. sulla destra: da qui in poi la strada è una comoda mulattiera brecciata che scende fino alla frazione di Tufo, dove si arriva dopo circa 1 km attraversando nel finale un piccolo ponticello sul Rio Capodacqua.
A Tufo, nei pressi della Chiesa dell’Annunziata, è presente un lavatoio con acqua potabile.💧
Una volta attraversata Tufo si prosegue per circa 100 m lungo la SP129, dove occorre imboccare il piazzale in terra battuta sulla destra, indicato dalle frecce, scendendo così verso il basso seguendo la segnaletica. Si scende lungo il prato che presto lascia il posto al bosco dove, appena entrati, comincia il sentiero vero e proprio, il quale risulta evidente all’imbocco sulla sinistra in quanto caratterizzato dalla presenza di un meraviglioso muretto a secco. Questo tratto boscoso iniziale di 300 m in leggera discesa presenta però anche una costante ricrescita di erba (in particolare fare attenzione all’ortica nel periodo primaverile).
Alla fine della discesa, procedendo dritto (in direzione est) si arriva nella spettacolare pianura denominata Campi di Sotto.
Si avanza fino alla fina della pianura, seguendo la direzione indicata dai pali elettrici, per circa 400 m in direzione est, fino ad incontrare un muro a secco di epoca preromana alto circa 1,5/2 m sulla vostra sinistra, ai margini del bosco.
Durante l’attraversamento dei Campi di Sotto alla vostra destra scorrerà il Rio Capodacqua (nascoso nella boscaglia), affluente del fiume Tronto, dove si immette alla fine della pianura.

Una volta raggiunto il muretto di epoca preromana, si avanza leggermente prima di voltare a sinistra, dove si entrerà nel canyon di arenaria della “Vena dei Corvi”.
Si risale il canyon e, alla fine dello stesso, si segue la traccia che entra nel bosco, in alcuni tratti mantenendosi in leggera pendenza e divenendo, nei fatti, una leggera striscia.
In alcuni punti sarà possibile ammirare panoramiche sulla Vallata del Tronto, spaziando da Grisciano fino all’area SAE e zona industriale di Pescara del Tronto.
Proseguendo si supera un fosso (privo di acqua) e si procede sempre lungo la striscia nel bosco, fino ad arrivare ai margini dello stesso fino ad incrociare una strada brecciata che collega la Salaria Nuova (SS4) a destra e la SP 129 a sinistra.

Ignorare la brecciata e proseguire dritto, dopo aver voltato leggermente a destra, per imboccare una strada sterrata sulla sinistra che vi condurrà, dopo circa 300 m, di nuovo sulla SP129, circa 700 m prima di Pescara del Tronto (il paese storico, non l’area SAE).
Attraversando Pescara del Tronto da un capo all’altro al fine di raggiungere il cimitero, sul lato sinistro sono presenti le 6 fontanelle e il lavatoio (acqua potabile).💧

Dal cimitero di Pescara del Tronto, situato appena fuori l’abitato, dove la vecchia Salaria (SP129) è sovrastata dal viadotto delle “Tre Valli Umbre”, si imbocca l’ampia mulattiera brecciata che risale superando diverse tartufaie presenti su entrambi i lati, raggiungendo dopo circa 1 km un quadrivio.
A questo punto il tracciato prosegue dritto, ignorando la strada costruita dal Consorzio CIIP (lavori in corso) per realizzare il nuovo acquedotto antisismico che, nei fatti taglia in due il sentiero.
Il tracciato continua mano a mano a salire e dopo circa 1 km si supera con la dovuta attenzione una paleofrana che apre una spettacolare panoramica sui Monti della Laga e le frazioni di quel versante del Comune di Arquata: Faete e Spelonga.
Dopo circa 2,7 km dalla partenza, il percorso svalica dal versante di Pescara verso quello di Arquata capoluogo, ricongiungendosi al sentiero 104 che scende verso la vena dei Corvi (945 m), attraversando castagneti secolari, fino a raggiungere un bivio. Proseguendo verso destra, si va in direzione del ripetitore e, quindi, di Arquata capoluogo (zona rossa – accesso vietato). L’escursionista, invece, dovrà imboccare a sinistra proseguendo così in direzione Pretare.

Circa 600 m. dopo il bivio la strada comincia a salire leggermente fino ad arrivare, dopo un paio di tornanti, ad un’area pic-nic, ideale per una sosta, nei pressi della fonte denominata “la Botte” 💧 (situata a circa 30 metri di distanza dall’evidente cartello) a 1000 m. esatti di altitudine. Questa sorgente anticamente riforniva di acqua Arquata capoluogo, prima della costruzione dell’acquedotto del Pescara.
L’itinerario sale fino ai ruderi dell’antica “Casa del Conte Gallo” per poi giungere ad un bivio: scendendo verso destra si va in direzione Camartina, prendendo il Sentiero 103.
Occorre invece proseguire dritto, continuando in direzione Pretare.
La strada continua a salire con leggera pendenza, permettendo ampi scorci sui Monti della Laga, mentre si avvicina sempre di più alle scenografiche pendici del Monte Vettore (2478 m).

Circa 7 km dall’inizio del percorso, ad un’altezza di m 1220, una curva a gomito mostra sulla sinistra il bivio in direzione di Fonte Cappella 💧 (acqua potabile), altra possibile sosta.
Proseguendo lungo il tracciato si giunge infine in località “Picchio 7” (1280 m), spettacolare balcone naturale sulla Vallata del Tronto e sulle catene circostanti, in passato utilizzato come punto di avvistamento antincendi (da cui il nome).
A questo punto il sentiero sbocca sulla strada SP89 prima di rientrare, 500 m più avanti sulla sinistra, di nuovo nel bosco, attraversando la Pineta di Pretare e poi riscendendo lungo il sentiero delle Veticare.
Prima di giungere a Pretare si passa a fianco della celebre Fornace, oggi piacevole area di sosta, dove è presente anche la Fonte del Cappatore 💧 (acqua potabile).

Di seguito le attività che potete incontrare lungo questa tappa:

Pretare   ◦   347.0875331   ◦   fb💻

Forca di Presta   ◦  328.0463947   ◦   sito💻

Si avvisano gli escursionisti della possibilità che alcuni tratti dei sentieri non risultino talvolta adeguatamente ripuliti (specialmente per via della ricrescita della vegetazione) e/o non adeguatamente segnati. “Arquata Potest” si scusa per eventuali disagi specificando in ogni caso che NON RISPONDE DI ALCUN TIPO DI RESPONSABILITA’, che rimane in via esclusiva in capo ai singoli escursionisti e frequentatori dei sentieri in questione.

IL G.A.D.A. E’ PERCORRIBILE IN MOUNTAIN-BIKE ?

In molti ci chiedono se sia possibile percorrere il G.A.D.A. in MOUNTAIN-BIKE.
Specifichiamo da subito una cosa: Arquata Potest è una associazione che negli anni si è specializzata nel recupero di sentieri per l’escursionismo: è bene perciò sottolineare che non siamo esperti del mondo delle 2 ruote, che invece ha esigenze molto diverse.
Poiché non vogliamo deludervi, bensì puntiamo ad essere certi che possiate godere a pieno di un percorso adatto e adeguatamente segnalato, vi informiamo che stiamo valutando la realizzazione del G.A.D.A. BIKE, cioè di un apposito percorso, quanto più simile possibile a quello attuale, disegnato però principalmente per gli amanti della bicicletta.
Questo, tuttavia, è un progetto che richiede molto lavoro e per il quale occorrerà del tempo.
Specifichiamo, infatti, che il tracciato attuale del “Grande Anello Di Arquata”, nonostante diversi tratti siano percorribili in MTB, è stato da noi studiato per gli appassionati di trekking.

Distanza: 50 km

Quota minima: 633 m

Quota massima: 1709 m

Segnaletica presente: Sì

traccia GPS