ANELLO DI COLLE D’ARQUATA
(COLLE – EREMO DI SANT’AMICO – Oasi WWF LAGO SECCO – COLLE) 

Questo anello è uno degli itinerari più complessi tra quelli proposti.
Si sottolinea, a maggior ragione, la necessità di utilizzare la traccia GPS, sia perché la segnaletica non è presente su buona parte del percorso, sia per via della difficoltà dello stesso.

L’angolo che vi proponiamo, paradiso per le mandrie di bovini che vi pascolano tranquillamente, nasconde tra le macchie gli unici tre laghetti del gruppo e tutta una serie di stagni in cui vivono i tritoni (crestato, alpestre, punteggiato). Piacevolissimo è vagabondare alla ricerca di questi specchi d’acqua con immersa la loro tipica vegetazione in questo anfiteatro, tutto prati e macchie, vallette e fossi modellati dall’antico ghiacciaio, dove l’acqua esce abbondante dalle “vene” della montagna che la sovrasta (appunto il Monte le Vene).

ITINERARIO: il tracciato parte da Colle d’Arquata, più precisamente dai pressi del Ponte “Ramazzotti” (dove è anche possibile parcheggiare il mezzo), il quale collega questa frazione con quella di Poggio d’Api (comune di Accumoli, RI).

Dal ponte, nei pressi del lato sinistro, seguire la stradina che scende tra le ultime case del paese e subito risale per raggiungere la Chiesa di Santa Maria della Rocca (detta anche “Chiesa della Madonna del Divino Amore” – 1108 m.), costruita sulla cima del sovrastante Monte Rocca.
Giunti nei pressi della Chiesa, seguire a sinistra dell’edificio il sentiero che si sviluppa tra spettacolari costoni di roccia entrando a mano a mano nella vallata del fosso Vargo, affluente del Chiarino.
Superato il torrente, proseguire per l’evidente sentiero fino a raggiungere la strada brecciata. Procedendo lungo il sentiero fino al tratto in cui risulta evidente il tracciato che sale sulla sinistra, recuperato dai volontari nell’agosto 2019, si giunge infine all’altare dedicato alla Madonna del Chiarino, nei pressi del quale sono presenti una fonte e l’eremo di Sant’Amico di Avellana, che ivi dimorò tra il X e il XI secolo.

Giunti a questo punto, proseguire in direzione della Fonte di Sant’Amico, la sorgente situata nei pressi dell’altare, per risalire, seguendo la traccia GPS, fino al Fosso dell’Inferno. Superato successivamente un fosso con acqua, si prosegue per guadare altri due fossi, stavolta situati a distanza ravvicinata tra di loro. Dopo aver guadato un altro fosso (il quinto nel tragitto dopo aver superato l’altare) si prosegue per raggiungere l’Oasi WWF di Lago Secco, nel comune di Accumoli.

L’Oasi, con la sua faggeta alternata a pascoli in quota, è solcata da una fitta rete di sorgenti, ruscelli, laghi, torbiere e pozze d’acqua di varie dimensioni che rendono gradevole e vivo il paesaggio. Al centro di questa zona umida si trovano il lago Secco, appunto, ed il lago della Selva che rappresentano i principali specchi d’acqua non stagionali della zona.

L’Oasi WWF di Lago Secco copre una superficie di circa 14 ettari ad una altitudine compresa tra 1.400 m. e 1600 m. al centro dell’ampia valle del torrente Chiarino nel settore settentrionale del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Fu istituita nel 1989 grazie all’acquisto di terreni da parte del WWF Italia per sventarne le iniziative distruttive dell’ambiente naturale, in un’area che è stata inserita dalla Comunità Europea tra i siti di grande importanza per la conservazione della biodiversità nel continente europeo.

Da qui l’escursione prosegue scendendo poco sotto fino alla sorgente dell’Agro Nero per poi rientrare, sempre seguendo la traccia GPS, in direzione della frazione di Poggio d’Api, senza tuttavia la necessità di entrarvi potendo imboccare la destra nel tratto finale della carrareccia e rientrando così a Colle.

Si avvisano gli escursionisti della possibilità che alcuni tratti dei sentieri non risultino talvolta adeguatamente ripuliti (specialmente per via della ricrescita della vegetazione) e/o non adeguatamente segnati. “Arquata Potest” si scusa per eventuali disagi specificando in ogni caso che NON RISPONDE DI ALCUN TIPO DI RESPONSABILITA’, che rimane in via esclusiva in capo ai singoli escursionisti e frequentatori dei sentieri in questione.

Distanza: 13 km

Dislivello: 677 m

Quota minima: 948 m

Quota massima: 1625 m

Sentiero n° 376 + da assegnare

Segnaletica presente: NO

traccia GPS