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DA FORCA DI PRESTA AL MONTE VETTORE

Con questa escursione intendiamo accompagnarvi sulla “Cima del Redentore”, il punto più alto delle Marche, dal quale è facilmente osservabile la città di Ascoli, il mare Adriatico e, se il cielo è particolarmente terso, l’occhio può arrivare molto, molto più in là… Il nome della cima le è stato probabilmente dato allo scopo di esorcizzare il nome del dolomitico Pizzo del Diavolo che lo fronteggia (quest’ultimo prende il nome dalla fama malefica del sottostante Lago di Pilato).
La Storia ci dice che la prima ascensione invernale sul Vettore è quella di Damiano Marinelli, provetto alpinista, che il 4 marzo 1876 lo sale con la guida G. Cicoria ed il pastore A. Capocci.
Ma antichissimi documenti storici raccontano che nell’inverno del 665 a.C. i Marsi, arrivati dal Fucino a supporto di Ascoli, posta sotto assedio dai Romani, subirono una pesante sconfitta a Marsia (oggi Roccafluvione) per mano di questi ultimi, che li inseguirono poi fino al Monte Vettore.
L’escursione qui proposta, pur essendo interessante e panoramica, trattandosi della più breve per raggiungere la vetta massima è in assoluto la più frequentata dei Sibillini e per questo accuratamente evitata dall’escursionista accanito e misantropo, particolarmente nei mesi di Luglio e Agosto. Dal Rifugio Zilioli in poi si percorre, però, la più bella ed alta cresta dei Sibillini, sempre affilata ed aerea con panorami ineguagliabili, in particolare quelli sui piani di Castelluccio, una tavolozza di colori, variabili con le stagioni, 1100 metri più in basso.

Itinerario:
A Forca di Presta (1538 m), valico che segna il confine tra le Marche e l’Umbria, potrete lasciare il vostro mezzo ai bordi della strada e troverete l’inizio del sentiero sul lato destro della stessa, proprio in prossimità della bacheca informativa in legno del Parco Nazionale.

Già dalla partenza il percorso dimostra un certo dislivello lungo l’evidente pista che presto diventa ghiaiosa. Dopo circa 30 minuti, raggiunta quota 1760 metri, la sommità si allarga quasi fosse un’ampia radura.
Più avanti il declivio si fa di nuovo ripido: tenersi a sinistra per imboccare un tracciato inizialmente poco marcato, e poi sempre più evidente.
Il percorso raggiunge ora una larga sella, Stazzo Petrucci (1922 metri).
Da qui il sentiero sale di nuovo ripido, raggiungendo una rupe nei pressi della croce di Tito Zilioli, in ricordo dell’alpinista ivi scomparso nel 1958, fino alla sella tra il Monte Vettoretto, a 2052 metri, e l’alta vetta a sinistra.
Giriamo a sinistra, in direzione di quest’ultima, imboccando la pista che sale con forte dislivello a tagliare tutto il declivio della cima di Prato Pulito, arrivando così fino al Rifugio Zilioli e alla Sella delle Ciaule, a 2240 metri.

Seguire ora a destra la cresta sino a raggiungere il sentiero che con tornanti risale il cono sommitale giungendo sulla cima (2478 m).

Dalla cima del Vettore è anche possibile ammirare il sottostante Lago di Pilato. col Pizzo del Diavolo a sovrastare il lago a forma di occhiali.

Il più famoso animale della valle è il Chirocefalo del Marchesoni, piccolo crostaceo che, nuotando a pancia in su, vive esclusivamente nel lago. Le sue uova sono sopravvissute a migliaia di prosciugamenti (come quello del 1990), sopravvivendo fino ai giorni nostri.

E’ vivamente consigliato di rifornirsi di acqua poiché durante il tragitto non ci sono punti di approvvigionamento. E’ raccomandato l’utilizzo di racchette per facilitare sia la salita che la discesa e procedete con cautela. Il ritorno si svolge lungo il medesimo percorso della salita.

Il percorso, per la sua pendenza e lunghezza, è adatto a tutte le persone allenate con un’esperienza media di trekking da montagna. Non è tanto adatto a bambini con età inferiore a 10 anni.

Ringraziamo lo staff di SibilliniWeb per averci messo a disposizione parte del materiale contenuto all’interno di questa pagina.
La descrizione dell’itinerario è tratta da: “Parco Nazionale dei Sibillini: le più belle escursioni” di A. Alesi e M. Calibani; Società Editrice Ricerche.
Si avvisano gli escursionisti della possibilità che alcuni tratti dei sentieri non risultino talvolta adeguatamente ripuliti (specialmente per via della ricrescita della vegetazione) e/o non adeguatamente segnati. “Arquata Potest” si scusa per eventuali disagi specificando in ogni caso che NON RISPONDE DI ALCUN TIPO DI RESPONSABILITA’, che rimane in via esclusiva in capo ai singoli escursionisti e frequentatori dei sentieri in questione.

Tempistica: 2h 30m

Distanza: 4,8 km

Dislivello: 940 m

Quota minima: 1538 m

Quota massima: 2478 m

Sentiero: n° 101

Segnaletica: Sì

traccia GPS

ATTIVITA’ VICINE

Pretare   ◦   347.0875331   ◦   fb💻

Piedilama   ◦  389.7975081