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ANELLO ACCUMOLI – PANTANI – CAPODACQUA

Attenzione: itinerario da affrontare con abbondanti scorte d’acqua, scarsamente presenti lungo il tragitto.
Evitare la frequentazione dei tratti Pantani-Capodacqua e Capodacqua-Madonna delle Coste durante il periodo delle attività venatorie (da metà settembre a fine gennaio).

Descrizione Itinerario:

Una volta parcheggiato il mezzo ad Accumoli, nei pressi del cimitero (900 m), si sale per la stradina asfaltata in direzione nord-est e, percorso poco più di 1 km, si raggiunge la Chiesa della Madonna delle Coste (1020 m) e l’agriturismo Alta Montagna Bio (1034 m).
Si prosegue a larghi tornanti nel bosco sulla strada sterrata (segnavia 300 e SI, che per lunghi tratti è cementata) la quale si inerpica sul costone est del Monte Ciambella.
Lasciato a sinistra un impianto di telecomunicazione, si esce dal bosco sui pascoli del Torrione (1224 m) in vista della Laga, del Monte Vettore e del Gran Sasso.
Si giunge così a un bivio, dove si prosegue a destra sempre in salita. La via continua cementata nei tratti più ripidi, attraversa alcune lingue di bosco e giunge sotto il costone sud-est di Costa Castelluccia (1426 m).
Dopo 2 tornanti la strada compie una lunga traversata in direzione nord-ovest passando a mezza costa a sinistra della Costa Castelluccia e de La Civita.
Si giunge così sulla Forca dei Copelli (1625 m, dove, con una deviazione a sinistra, si può scendere di qualche decina di metri di quota nella Valle dei Cupelli, fino alla Sorgente della Fonte dei Copelli a 1585 m, per fare rifornimento d’acqua).
Ritornati alla Forca dei Copelli si scende in direzione nord e in breve si raggiungono i Pantani (1587 m, 0.15 ore).

Dal punto panoramico sui laghetti della Forca dei Pantani (1607 m), dove si incontrano Umbria, Marche e Lazio, c’è un bivio che prosegue a sinistra per Forca Canapine (raggiungibile in circa 45 minuti). Ignorare questa direzione e procedere al suddetto bivio più verso destra, in direzione nord-est, aggirando i Pantani in questo modo: occorre costeggiare la staccionata che li racchiude fino all’ingresso verso i laghetti. Raggiunto l’ingresso, non occorre entrare, bensì seguire una strada di trattori che si palesa poco distante sulla sinistra, indicata da una palina.
Proseguendo, circa 250 m dopo si supera il rifugio della Comunanza Agraria di Capodacqua (fortemente danneggiato dal sisma del 2016) per arrivare ad una sorta di incrocio, dove occorre proseguire dritto lungo la strada segnata, fino ad entrare in un bosco.

Parte da qui un sentiero dove la pendenza in discesa aumenterà in maniera netta: i prossimi 4,5 km saranno caratterizzati da un forte dislivello.
Si scende per 500 m nel bosco alla fine del quale una svolta a destra si immette su un prato.
Nel proseguire si entra e si esce tra prato e bosco 2-3 volte, per poi raggiungere un prato caratterizzato da una conca: seguire la rotta principale indicata dalla segnaletica.
Sul prato la strada diventa sempre più evidente: in breve diventa una brecciata che, dopo circa 3 km dall’inizio della discesa, passa sotto la SS 685 delle Tre Valli Umbre, proprio nei pressi del punto in cui il più importante e diretto collegamento tra le Marche e l’Umbria, che unisce Arquata del Tronto col comune di Norcia, entra in galleria.
Si paleserà di fronte a voi un piazzale con mezzi da cantiere: imboccare la strada brecciata che lo evita, per continuare a scendere per circa 500 m lungo la Valle di Capodacqua, fino a trovare sulla destra una graziosa area di sosta costituita da un barbecue in pietra e alcune sedute.
Da qui, continuando a scendere sulla comoda brecciata per altri 500 m, si raggiunge Capodacqua, frazione di Arquata del Tronto.

Il paese è ancora zona rossa: risulta pertanto vietato l’ingresso in assenza di regolare permesso.
Come riportato sui cartelli:
“PER RISPETTO VERSO LA MONTAGNA E LE SUE GENTI, VI PREGHIAMO DI NON ENTRARE NELLA ZONA ROSSA DI CAPODACQUA SENZA REGOLARE PERMESSO, DI RESTARE SUL PERCORSO SEGNATO E DI EVITARNE LA FREQUENTAZIONE DURANTE IL PERIODO DELLE ATTIVITA’ VENATORIE (DA META’ SETTEMBRE A FINE GENNAIO).”
Occorre perciò rimanere sul percorso segnato che, prima di raggiungere Capodacqua, prende l’evidente carrareccia che sale sulla destra, lasciando alla vostra sinistra alcuni edifici pericolanti, mantenendo la necessaria distanza dagli stessi.
Per circa 1,5 km in salita occorre sempre tenersi lungo la strada principale che si sviluppa nel bosco, ignorando le deviazioni ai lati.

Si raggiunge così, in circa 20 minuti da Capodacqua, un bivio situato peraltro nel punto esatto di confine tra Marche e Lazio:
– ignorare la salita a sinistra che va in direzione del Colle Rapino (Sentiero Italia e Cammino Terre Mutate) e quindi verso le frazioni di Tufo e Grisciano;
– occorre prendere la destra, invece, procedendo così in direzione di Accumoli.

Da questo punto prestare attenzione poiché sono presenti diverse deviazioni (solitamente piste realizzate dai boscaioli per il taglio).
I castagneti della zona cedono ora il passo alle querce. Salire sulla cresta che va verso destra, proseguendo dritto per 500 metri (evitando la discesa sulla sinistra). Al bivio si imbocca il percorso a sinistra, e dopo un centinaio di metri si sale a destra. Superati i resti di un casolare da caccia, poco oltre si continua sul tracciato che sale a destra.

Manteniamo la nostra direzione, continuando a ignorare i bivi ai lati, salendo per 300 metri fino a raggiungere la mulattiera che collegava anticamente Capodacqua ad Accumoli. Procediamo a sinistra per 300 metri fino ad uno stretto tracciato sulla destra, che si inerpica per una faggeta. Poco più avanti ignorare le casette dei cacciatori sul lato sinistro, continuando dritto, evitando così una deviazione che scende a sinistra. Più avanti il percorso rientra nel bosco.

Il tracciato inizia lentamente a stringersi: avanzare con prudenza per via dell’esposizione in alcuni punti che risultano piuttosto ripidi. Al bivio che si raggiunge dopo un chilometro lasciare la strada principale per il sentiero meno evidente sulla destra, in salita.
Le numerose piste presenti possono confondere: si prega di seguire la segnaletica, anche quando il sentiero diventa un grosso canale. Rimanendo a sinistra si sale per 500 metri fino ad una balconata panoramica sulla Laga. Procediamo ancora dritti e dopo 1,5 chilometri, vicino all’agriturismo Alta Montagna Bio, raggiungiamo la strada che proviene dai Pantani e che scende al santuario della Madonna delle Coste. Dopo un chilometro si raggiunge di nuovo l’area SAE di Accumoli.

 

Si avvisano gli escursionisti della possibilità che alcuni tratti dei sentieri non risultino talvolta adeguatamente ripuliti (specialmente per via della ricrescita della vegetazione) e/o non adeguatamente segnati. “Arquata Potest” si scusa per eventuali disagi specificando in ogni caso che NON RISPONDE DI ALCUN TIPO DI RESPONSABILITA’, che rimane in via esclusiva in capo ai singoli escursionisti e frequentatori dei sentieri in questione.

Tempistica: 6h 30m

Distanza: 20 km

Dislivello: 784 m

Quota minima: 837 m

Quota massima: 1621 m

Segnaletica presente: Sì

Sentieri: n° 300 (S.I.) + 102 + CTM S.I.

traccia GPS

ATTIVITA’ VICINE

Accumoli   ◦  347.5133299   ◦   sito💻

Accumoli   ◦  347.7139451   ◦   sito💻