ANELLO CAMARTINA – FORCA DI PRESTA

Attenzione: si segnala che al momento la frazione di Camartina è zona rossa: pertanto per potervi transitare occorre richiedere il permesso rilasciato dal Comune di Arquata del Tronto.

Il ruolo strategico militare della Rocca, che controllava direttamente l’importantissima via Salaria dove “…passeranno tutte le migrazioni etnografiche, tutte le carovane di commercio, tutti gli eserciti che maggiormente contribuiranno alla storia della civiltà italica, dall’età degli Aborigeni al Medio Evo…” (Castelli), faceva troppo gola alle città rivali e giustificava il grande spargimento di sangue.
Tra Norcia ed Arquata erano due le vie di comunicazione: quella che passava attraverso Forca Canapine e quella più a Nord, che attraversava Forca di Presta e scendeva direttamente sulla Rocca. La seconda, antichissima, è l’oggetto di questa escursione.
Quando la strada per Forca di Presta era poco più di un sentiero, i primi escursionisti passavano di qui per raggiungere il Vettore. Con l’apertura della strada, il sentiero rimase appannaggio di pochi amatori, generalmente escursionisti maturi e incalliti che, transitando per Forca ed accingendosi a proseguire, rivolgevano sguardi di sufficienza a quelli che vi giungevano comodamente seduti sulle loro auto.
Poi è stata aperta la pista che dall’acquedotto (La Botte) continua fino alla strada alta ed il sentiero ha perso ancora utenti minacciando seriamente di richiudersi. Ve lo proponiamo perché percorre un versante boscoso del tutto trascurato, perché sarà grande la suggestiva apparizione degli incredibili altopiani di Castelluccio, una volta che ve li sarete guadagnati, perché, infine, è un’ottima soluzione quando in alto c’è neve, vento forte o cattivo tempo. Chi vuole evitare il tratto scomodo del sentiero può percorrere la pista fino a Fonte Cappella.

 

Durata del Percorso: 4 h circa

Periodo Consigliato: tutto l’anno (in inverno solo in assenza di piogge o di neve)

Itinerario:
SALITA: (Sentiero 103) Lasciata l’auto a Camartina, si prosegue a piedi per la strada che si tiene a destra, per lasciarla prima di un evidente tornante.
Il sentiero comincia a salire dolcemente alternandosi in alcuni tratti a piccoli strappi all’interno di rigogliosi boschi e castagneti le cui foglie, durante la stagione autunnale, si colorano di sfumature che vanno dal rosso, al giallo, al marrone.
Lungo il sentiero ad una confluenza di fossi, dove si lascia quello che va a destra e si continua per quello che costeggia il lato destro del torrente.
Ad un bivio ci si tiene a destra (quello di sinistra scende nel fosso) poi si passa sul lato sinistro del fosso dove si continua tra cespugli che tendono a chiudere il sentiero. Costeggiato un canaletto seminascosto dalla vegetazione conviene portarsi a sinistra per poi rientrare a destra dove si evita ancora sulla destra, per prati, un ultimo tratto di sentiero completamente chiuso.
Si intercetta in breve un altro sentiero che si segue verso destra e, traversata una pista, si continua nel sottobosco dove in breve si incontra un’altra pista che a destra giunge alla Fonte Cappella (1214 m, 1,30 ore). Da qui dritti tenendosi a destra del fosso poi si risale a sinistra ad uno stazzo fino a prendere il sentiero che taglia pressoché orizzontalmente verso sinistra il lungo versante. Continuare per questo fino quando risale prima di una crestina con boccette e porta alla strada asfaltata in corrispondenza di Forca di Presta (1536 m, 1 ora).

DISCESA: (sentiero 104) Per la strada che dal passo va verso il rifugio ANA. Oltrepassato il rifugio è visibile, a distanza, una villetta sotto strada. Circa 200 m prima di raggiungerla ci si abbassa su vasti protoni dove si individua un sentiero che continua a tagliare il versante. Per questo, che a tratti scompare tra l’erba, si costeggia in alto una profonda valletta boscosa (Buco d’Urie), poi si scende direttamente sul versante che si fa più ripido, si torna a destra a tagliare il pendio, si attraversa una macchia, (o ci si tiene in basso sui prati), un fossetto, e si torna su prato aperto. Il sentierino prosegue pressoché pianeggiante su prati (grossi ed isolati esemplari di faggio), passa a monte di un canaletto in pietra oltre il quale scende a sinistra su una vasta radura pianeggiante. Tenendosi pressoché al centro si entra nel bosco nel punto contrassegnato da pietre bianche dove finalmente il sentiero si fa ben evidente. Usciti dal bosco si scende per l’ampia cresta sassosa e, tenendosi a destra, si raggiunge la Fonte le Trocche (1300 m, 0,50 ore). Dalla fonte ci si riporta orizzontalmente verso sinistra su una delle numerose tracce di sentiero per circa 200 poi si scende direttamente sul pendio in direzione di una evidente ed affilata crestina che sporge dal sottostante bosco. Raggiuntala ci si tiene alla sua sinistra dove il sentiero torna ad essere riconoscibile. Ora è necessario seguire questo sentiero che scende ripido ed evidente anche se in molte zone chiuso dalla vegetazione (Vena dei Corvi – 944 m.).
Giunto alla base di un salto roccioso (visibile sul versante di destra) il sentiero sembra scomparire: da ora in poi non lasciare mai la crestina boscosa dove la traccia c’è sempre fino a quando si aggira a sinistra un rilievo roccioso e si raggiunge infine la pista che porta all’acquedotto “la Botte”. Per questa a destra fino ad un bivio: continuando verso sinistra si torna al sentiero di salita in prossimità del punto di partenza.


Ringraziamo lo staff di SibilliniWeb  per averci messo a disposizione parte del materiale contenuto all’interno di questa pagina.
L’itinerario è tratto da: “Parco Nazionale dei Sibillini: le più belle escursioni” di A. Alesi e M. Calibani; Società Editrice Ricerche.
Si avvisano gli escursionisti della possibilità che alcuni tratti dei sentieri non risultino talvolta adeguatamente ripuliti (specialmente per via della ricrescita della vegetazione) e/o non adeguatamente segnati. “Arquata Potest” si scusa per eventuali disagi specificando in ogni caso che NON RISPONDE DI ALCUN TIPO DI RESPONSABILITA’, che rimane in via esclusiva in capo ai singoli escursionisti e frequentatori dei sentieri in questione.

Distanza: 10,6 km

Dislivello: 835 m

Quota minima: 723 m

Quota massima: 1558 m

Segnaletica: presente solo parzialmente

Sentieri: n° 103-104

traccia GPS