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IL CAMMINO NELLE TERRE MUTATE (CTM)

Il CTM ripercorre da Fabriano all’Aquila i luoghi colpiti dai sismi del 2009 e del 2016.
Tra questi, ovviamente, non poteva mancare Arquata del Tronto, attraversata nelle tappe CTM08 e CTM09, che vengono riportate di seguito.
Il contrasto tra la crudità della distruzione e i paesaggi naturali mozzafiato che la circondano è un’esperienza che lascia il segno e apre ad un mondo di riflessione. 
Maggiori informazioni su tutte le tappe del “Cammino nelle Terre Mutate” direttamente dal sito https://camminoterremutate.org/

 

TAPPA CTM08 – DA CASTELLUCCIO DI NORCIA A BORGO DI ARQUATA

Dalla piazza principale di Castelluccio di Norcia si imbocca la strada provinciale, lasciandoci a sinistra il paese, e iniziando la discesa.
Dopo 900m, all’altezza del tornante, abbandoniamo la strada asfaltata e prendiamo a sinistra un ripido sentiero, sempre in discesa, che costeggia una struttura recintata. Giunti alla piana, percorriamo la carrareccia ben visibile che piega a destra e continua pressoché dritta in direzione di Forca di Presta.
Procediamo per circa 1,6 km sino a incrociare la provinciale, che attraversiamo prestando attenzione. Proseguiamo poi per altri 2,5 km lungo il sentiero che continua in leggera salita, mantenendo sempre la sinistra ai bivi e senza mai arrivare sulla strada asfaltata.
Giunti a Fonte Nuova concediamoci una breve pausa e approfittiamo del fontanile e della sua acqua freschissima.
Riprendiamo ora paralleli alla SP477 che corre alla nostra sinistra, su una traccia che man mano diventa sempre più chiara. Al bivio, giriamo a sinistra per un sentiero che procede in salita (6 km) e si snoda sul fianco sinistro della valle, al lato opposto di un bosco di faggi. Giungiamo quindi alla strada provinciale in corrispondenza di un grande fontanile con abbeveratoio per gli animali.
Continuiamo in salita, sempre su asfalto, e arriviamo al valico di Forca di Presta (7,4 km) che superiamo a sinistra. Da qui, prendendo la carrareccia sulla destra, è possibile raggiungere dopo 2 km il Rifugio Belvedere, a quota 1577 m, un piacevole punto di sosta panoramico.
Proseguiamo e fatti 150 m, all’altezza di una piazzola, imbocchiamo sulla destra in discesa il sentiero 103 del CAI. La pista, piuttosto ripida, segue per un primo tratto il corso della provinciale, ma qualche metro più a valle, e dopo 500 m piega decisamente a destra, scendendo ancora di più.
percorsi 600 m, abbandoniamo il sentiero 103 e svoltiamo a sinistra su una carrareccia (km 8,8): la pendenza ora diminuisce.
Proseguiamo e, mantenendo la sinistra ai bivi incontrati, attraversiamo alcune tra le località più rinomate del parco dei Sibillini, come Fonte Cappella, Costa Gagliosa e infine Colle del Quarto che ci offre una splendida visuale del Monte Vettore. Una volta arrivati qui (km 10,4) rientriamo sulla strada provinciale e iniziamo a scendere per 500m fino ad imboccare l’evidente mulattiera che troviamo sulla sinistra. A questo punto il percorso entra nel cuore della Pineta di Pretare, tagliandola in due in direzione Est. Più avanti seguire le indicazioni della segnaletica orizzontale e verticale presenti, prendendo a destra al primo bivio e ancora a destra il meno evidente secondo bivio. Il sentiero attraversa un paio di volte la strada provinciale, ma occorre sempre mantenersi lungo la mulattiera. Una volta usciti dalla pineta, il sentiero rimane evidente anche nel tratto in cui attraversa cespugli misti a boscaglia, fino ad arrivare all’antica Fornace di Pretare.
Giunti a questo punto, occorre attraversare la strada rimanendo sempre lungo il sentiero fino ad entrare, poco più avanti, a Pretare.
Da qui si prosegue su asfalto lungo la SP89 per un altro chilometro fino ad arrivare a Piedilama.
Dopo circa 1,5 km di asfalto sempre lungo la provinciale si raggiungono le prime case di Borgo di Arquata e sulla destra la struttura ricettiva Agorà, meta della tappa.

 

TAPPA CMT09 – DA BORGO D’ARQUATA AD ACCUMOLI

Dal centro Polivalente Agorà prendiamo a destra, in discesa, la strada provinciale 89. Dopo 300 m, oltrepassata una fonte d’acqua a cui facciamo rifornimento, e superato il ponte sul Fosso di Camartina, svoltiamo a destra. Raccomandiamo di evitare di proseguire a sinistra, sulla strada della Vecchia Salaria, dove dopo pochi metri inizia la Zona Rossa di Arquata del Tronto.
Proseguiamo poi per 350 m fino a un ponte posto sempre sopra il Fosso di Camartina.
Rimanendo sulla strada asfaltata attraversiamo ora il paesino e, giunti di nuovo al fosso, lo superiamo su un piccolo ponticello. A questo punto ha inizia un sentiero ben evidente che comincia a salire entrando nel bosco a nord-ovest di Arquata; percorriamolo per 500 m dominati dall’imponenza del Monte Vettore (2476 m), e al bivio rimaniamo sul sentiero svoltando a sinistra e ignoriamo il sentiero a destra (sentiero n.103) che collega Arquata del Tronto con Forca di Presta.
Proseguiamo per 1,2 Km fino all’incrocio dove andiamo dritti, in salita. Dopo circa 200 m di tratto in salita, rimaniamo sul sentiero tenendo la destra e ignoriamo il sentiero che scende a sinistra. Continuiamo per altri 500 m e proseguiamo sul nostro percorso, ignorando i due sentieri sulla sinistra. Si giunge dunque ad un bivio e seguiamo le indicazioni per Forca di Presta (E 16), prendendo il sentiero, sempre in salita, sulla sinistra.
Dopo circa 30 m dall’ultimo bivio rimaniamo sul sentiero in salita, ed evitiamo la mulattiera, in discesa, sulla sinistra.
Il sentiero si snoda in salita per circa 800 m e arrivati al bivio svoltiamo a sinistra sul sentiero che scende trasversale. Il sentiero, nel bosco misto, offre punti panoramici con vedute sulle catene montuose dei Sibillini e della Laga.
Lungo il percorso incontriamo una vecchia frana e qui lo sguardo si apre con la vista sui Monti della Laga e le frazioni di Spelonga e Faete, la Valle del Tronto e i Monti Gemelli in fondo.
Continuando lungo il sentiero, basta spostare lo sguardo in basso a sinistra per poter osservare Trisungo, lungo il fiume Tronto e più in alto la Rocca di Arquata. Circa 100m dopo la frana manteniamo la sinistra, continuando sul nostro sentiero.
Percorriamo il sentiero in discesa e alla biforcazione rimaniamo sul sentiero che scende a destra. Dopo circa 400 m incontriamo una piccola radura e vale la pena fermarsi un paio di minuti per osservare Spelonga, frazione conosciuta per la sua Festa Bella, il Monte Comunitore e Pizzo di Sevo.
Il sentiero segue per un breve tratto in pianura e nel punto manteniamo la traiettoria dritta e ignoriamo il sentiero in leggera salita sulla destra. Proseguiamo in discesa sul nostro sentiero sino ad un quadrivio dove imbocchiamo una carrareccia che scende. Proseguiamo per circa 1km sulla carrareccia, evitando le deviazioni a destra e sinistra, e dopo essere passati sotto il viadotto delle Tre Valli Umbre, intravediamo sulla sinistra il cimitero di Pescara del Tronto.  Pochi metri e raggiungiamo la vecchia Salaria (SP 89) con sulla destra il cartello “PESCARA del TRONTO”.
Continuiamo per 500m lungo la strada asfaltata, fino a raggiungere quel che resta di Pescara del Tronto. Quasi nulla è rimasto del paese, sprofondato a valle insieme a molti dei suoi abitanti con una terribile frana causata dal terremoto. Procediamo sulla provinciale e poco prima del parco giochi, dove ora è stato eretto un monumento dedicato alle vittime, sulla destra troviamo una fontana con acqua freschissima.

Attraversata Pescara del Tronto, dopo circa 2km arriviamo a un bivio e prendiamo la strada a sinistra, che ci porta alla frazione di Tufo, anch’essa duramente colpita dal sisma. Manteniamoci sulla strada asfaltata per 900m e dopo aver attraversato l’ultima casa sulla destra di Tufo, uno dei più piccoli paesi del comune di Arquata, giriamo a sinistra e attraversiamo il piccolo ponte sul Fosso Capodacqua [9.5]. Procediamo sulla carrareccia ben evidente e ignoriamo la strada che sale sulla destra.
Dopo circa 550m dal ponte incontriamo un tornante di una strada brecciata, prendiamo la salita sulla destra e dopo 60 m rimaniamo sulla carrareccia tralasciando il sentiero a sinistra. Da qui, continuiamo a seguire la carrareccia ben evidente per 500 metri, poi prendiamo la prima deviazione a destra. Dopo altri 300 metri si giunge a un bivio e prendiamo la deviazione a destra. Il percorso in questo tratto attraversa meravigliosi castagneti con alberi secolari. Giungiamo dopo 400 metri ad un quadrivio e bisogna prestare attenzione e seguire il secondo sentiero a sinistra, lasciandoci due sentieri a destra.
Da questo punto raccomandiamo di prestare attenzione poiché numerose sono le deviazioni che incrociamo in questo tratto della tappa.  Usciamo dal castagneto per entrare dentro un bosco di querce e prendiamo il crinale in salita a destra. Manteniamo la traiettoria dritta per circa 500m e ignoriamo il sentiero in discesa sulla sinistra. Attenzione, dopo 50 m incontriamo una biforcazione e prendiamo il sentiero sulla sinistra. Dopo 110 m svoltiamo a destra sul sentiero in salita, con delle rocce a vista. Camminiamo e sulla destra incontriamo quello che rimane di una piccola “casetta” di caccia. A 160 m dall’ultimo bivio, proseguiamo sul sentiero più in salita sulla destra.
Mantenendo la dritta traiettoria e ignorando i bivi che si incontrano, continuiamo a salire per circa 300 m, sino ad incrociare il vecchio sentiero che collega Capodacqua e Accumoli. Proseguiamo a sinistra in direzione Accumoli e seguiamo questo sentiero per circa 250 m sino ad incontrare uno stretto sentiero sulla destra, indicato da una vecchia freccia di legno, che sale nel bosco di faggi. Dopo 230 m alla nostra sinistra incontriamo una serie di piccole capanne di cacciatori, ma noi proseguiamo dritti lungo il sentiero poco evidente ma segnato, ignorando la deviazione in discesa sulla sinistra. Dopo 200 m, rientriamo di nuovo nel bosco.
La traccia diventa ora più stretta con tratti esposti e bisogna procedere con prudenza visto che il versante scende rapido a valle. Dopo circa 1 km incontriamo una biforcazione: il sentiero principale va dritto, noi invece prendiamo la traccia meno evidente che sale sulla nostra destra.
Raccomandiamo di seguire sempre la segnaletica, soprattutto in questo tratto dove alcune strade collegate ai lavori di montagna potrebbero confondere. Dopo pochi metri dalla biforcazione, il sentiero diventa un “canalone”, e dopo alcune decine di metri manteniamo la sinistra e percorriamo circa 600 m in salita, al termine dei quali raggiungiamo un punto panoramico da cui possiamo ammirare il massiccio della Laga.
Manteniamo la dritta direzione e dopo 1,5 Km, in prossimità dell’Agriturismo Alta Montagna Bio, arriviamo sullo sterrato che proviene dalla località Pantani che ci porta dopo 300m, in discesa al santuario della MADONNA DELLE COSTE. Dopo una piccola sosta, riprendiamo la via e proseguendo per 1 km raggiungiamo l’area Sae di Accumoli, che abbiamo scelto come meta non solo simbolica della giornata perché è qui che vivono e abitano quanti hanno deciso di restare ad Accumoli.

Itinerario tratto dalla guida “Il Cammino nelle Terre Mutate” (Terre di Mezzo Editore).
Si avvisano gli escursionisti della possibilità che alcuni tratti dei sentieri non risultino talvolta adeguatamente ripuliti (specialmente per via della ricrescita della vegetazione) e/o non adeguatamente segnati. I volontari de “Il Cammino nelle Terre Mutate” e di “Arquata Potest” si scusano per eventuali disagi specificando in ogni caso che 
NON RISPONDONO DI ALCUN TIPO DI RESPONSABILITA’, che rimane in via esclusiva in capo ai singoli escursionisti e frequentatori dei sentieri in questione.

Distanza: 18,1 km

Dislivello: 835 m

Quota minima: 696 m

Quota massima: 1531 m  

traccia GPS Castelluccio - Borgo d'Arquata

Distanza: 18,3 km

Dislivello: 445 m

Quota minima: 690 m

Quota massima:  1135 m

traccia GPS Borgo d'Arquata - Accumoli