Seleziona una pagina

ANELLO DI SPELONGA
(SPELONGA – FAETE – CHIESA MADONNA DELLA NEVE – EREMO DELLA MADONNA DEI SANTI – SPELONGA)

Questo circuito ad anello permetterà al visitatore sia di percorrere una parte del sentiero recuperato da “Arquata Potest” nel giugno 2016, sia di esplorare i percorsi già presenti sopra il Monte Cività (1.049 mslm) che collegano le frazioni di Faete e Spelonga.

Ma la vera “chicca” è rappresentata dalla presenza lungo i tracciati della “Chiesa della Madonna della Neve” (878 m) e dell’ “Eremo della Madonna dei Santi” (1.128 m), due gioielli situati fuori dalle rispettive frazioni, incastonati tra castagneti secolari e circondati dal fascino dei Monti della Laga.
Le stesse alture scelte nel periodo medievale da santi, anacoreti ed eremiti che prediligevano condurre una vita mistica ed ascetica, nel tranquillo e sereno isolamento delle impervie montagne considerate come gli altari di Dio.

ITINERARIO:

Il centro urbano di Spelonga è costituito da parecchie abitazioni edificate nel XV e nel XVI secolo, molte delle quali conservano l’antico aspetto con le mura in pietra, con scalette esterne e piccoli loggiati.

Partendo dalla Chiesa di Sant’Agata, nella piazza di Spelonga, si scende verso il basso in direzione nord, percorrendo la strada principale fino a lasciare le ultime case del paese nei pressi della SP20 Trisungo-Colle.

Raggiunta la SP20, sul lato opposto della strada, si prende poi l’imbocco del sentiero vero e proprio, segnalato da un vistoso cartello in legno, scendendo per i primi 800 m verso il basso, in direzione nord. Questo primo tratto in discesa è piuttosto ripido in alcuni tratti. Gli escursionisti tuttavia, saranno ampiamente ripagati dalla presenza di stupendi muretti a secco, spesso presenti su entrambi i lati del sentiero, che in alcuni punti raggiungono i due metri di altezza. Il tutto è arricchito da alcuni tratti di selciato ancora ben conservati che aiutavano il passo degli animali da soma in antichità. Quando, fino agli anni cinquanta, non esisteva ancora la S.P. “Trisungo – Colle d’Arquata”, questi percorsi rappresentavamo le uniche vie di comunicazione. Erano così preziosi che gli abitanti del posto contribuivano a ripristinarne i tratti compromessi, inviando rappresentanti di ogni famiglia più volte all’anno.

Dopo i primi 800 metri in discesa occorre prestare attenzione alla segnaletica orizzontale che indica il momento in cui voltare a destra in direzione di Faete, proseguendo l’itinerario nella sua parte più pianeggiante.

Continuando il cammino, si entra nella frazione di Faete, adagiato su un’altura da cui si gode una panoramica della Rocca di Arquata del Tronto. Superata l’area SAE si prosegue sulla strada principale che sale verso est per raggiungere la Chiesa della Madonna della Neve, situata poco sopra l’abitato. Edificata nel XV secolo, esternamente si presenta con un ampio porticato che poggia su colonne a base quadrata che sostengono il tetto a capriate a vista. L’interno è molto semplice, a navata unica e conserva alcuni affreschi del XV secolo, realizzati secondo lo stile degli artisti Panfilo da Spoleto e Pietro Alemanno. In passato, specialmente nelle Marche, le chiese, le cappelle e le edicole votive dedicate alla Madonna della Neve erano costruite in luoghi chiamati neviere. Erano luoghi di raccolta e conservazione della neve, creati per renderla fruibile ai alla comunità per diversi scopi, tra cui la conservazione del cibo.

Dal bivio presente di fronte alla chiesa, mantenersi sulla strada principale seguendo la segnaletica, ignorando la strada in terra battuta che invece sale sul Monte Civita. Al primo incrocio dopo 500 m mantenersi ancora sulla strada principale, senza imboccare a destra. Da qui in poi si intercettano diverse piste che entrano nel bosco realizzate dai taglialegna, pertanto diventa fondamentale seguire la segnaletica ai bivi (meglio ancora se accompagnata dalla traccia GPS) fino a raggiungere l’Eremo della Madonna dei Santi. Completamente immerso nella natura, tra verdi boschi e pascoli, questo luogo di preghiera dal sapore molto intimo si presenta con un tetto a capanna che sporge sulla facciata e un piccolo campanile a vela.

Poco sotto l’Eremo, in direzione Spelonga, sono presenti nel bosco due massi di grosse dimensioni sui quali sono presenti interessanti incisioni, come croci e scale, iscrizioni con nomi e date che, secondo la tradizione popolare, sono riconducibili a riti di fertilità che si compivano nella zona. Si continua lungo la strada principale, fino ad un quadrivio, dove occorrerà imboccare la strada al centro in discesa che vi permetterà di rientrare a Spelonga.

 

Itinerario particolarmente interessante, per il quale è necessario fare una precisazione in più: poiché attraversa dei castagneti nel primo tratto, una volta giunto nei pressi di Faete, si specifica che detti castagneti rappresentano una risorsa vitale per i loro proprietari. Pertanto, per rispetto verso la montagna e le sue genti, si pregano i visitatori di restare sul percorso segnato, di non raccogliere castagne, marroni o ricci lungo il tracciato e di limitarne la frequentazione nel mese di ottobre (periodo della raccolta).

Si avvisano gli escursionisti della possibilità che alcuni tratti dei sentieri non risultino talvolta adeguatamente ripuliti (specialmente per via della ricrescita della vegetazione) e/o non adeguatamente segnati. “Arquata Potest” si scusa per eventuali disagi specificando in ogni caso che NON RISPONDE DI ALCUN TIPO DI RESPONSABILITA’, che rimane in via esclusiva in capo ai singoli escursionisti e frequentatori dei sentieri in questione.

Tempistica: 3h 15m

Distanza: 10,4 km

Dislivello: 383 m

Quota minima: 789 m

Quota massima: 1172 m

Sentieri n° 311 – 310 – 380 – 301

Segnaletica presente: Sì

traccia GPS

ATTIVITA’ VICINE

Spelonga   ◦  333.3306711   ◦   fb💻

Spelonga   ◦  331.4020729   ◦   fb💻

Spelonga   ◦  328.4832520   ◦   sito💻

Spelonga   ◦  329.0197663  ◦   sito💻

Colle d’Arquata   ◦  324.7735875   ◦   fb💻