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SENTIERO ITALIA
(Tappe N02 + N01)

Il Sentiero Italia, considerato il trekking più bello del mondo, attraversa tutto il nostro paese con i suoi 7000 km.
Seguendo le direttive della Sez. CAI di Ascoli Piceno, Associazione Arquata Potest è riuscita a far transitare il percorso anche attraverso il territorio di Arquata del Tronto, in buona parte attraverso sentieri storici recentemente recuperati.

Una raccomandazione importante è quella di seguire la segnaletica e, meglio ancora, la traccia GPS, evitando di basarsi esclusivamente sulla descrizione qui riportata, in quanto lungo il percorso (specialmente tra Accumoli e Grisciano) sono presenti innumerevoli bivi dovuti alle attività di coloro che vivono tutto l’anno in queste zone.

La Tappa N02 va da Accumoli (Santuario della “Madonna delle Coste”) fino a Colle d’Arquata.
La Tappa N01 va da Colle d’Arquata fino a San Martino di Acquasanta attraverso la Macera della Morte.
Tuttavia per comodità abbiamo diviso la descrizione del percorso di seguito in due itinerari: quello da Accumoli a Grisciano e quello da Grisciano a Colle al fine di sfruttare uno dei vantaggi di questa tappa del Sentiero Italia: il fatto che attraversi la SS4 Salaria, una strada a scorrimento veloce facilmente raggiungibile dagli escursionisti.
In questo modo gli appassionati della montagna potranno valutare se percorrere l’itinerario che va verso il versante della Laga (Grisciano-Colle-Macera della Morte) oppure quello dei Sibillini (Accumoli-Capodacqua-Tufo-Grisciano).

 

DA ACCUMOLI A GRISCIANO
L’itinerario parte dall’area SAE di Accumoli (RI), dove attualmente vivono i residenti del capoluogo dell’omonimo Comune, e sale per circa 1,5 km in direzione del Santuario della “Madonna delle Coste” (1016 mt) raggiungendo, successivamente, l’Agriturismo “Alta Montagna Bio”, dove si imbocca la mulattiera che, sulla sinistra, conduce ai Pantani.
Superato l’agriturismo, proseguendo sulla destra, dopo circa 600 m si raggiunge una zona panoramica.
Il tracciato diventa per un tratto una specie di grosso canale, per arrivare ad un bivio dopo circa 1 km, in cui occorre tenere la sinistra.
Più avanti il sentiero diventa meno evidente, sebbene più esposto su un lato mentre risale. Dopo 200 m si esce dal bosco e, successivamente, 230 m più in là sulla destra sarà possibile notare delle capannine di cacciatori, oltre le quali occorrerà proseguire dritto, senza imboccare l’evidente deviazione a destra.

Scendendo da un bosco di faggi, si prende un piccolo tracciato a sinistra, seguendolo per 250 m fino a imboccare poi la destra del sentiero.
Arrivati a questo punto dell’antico sentiero di collegamento tra Accumoli e Capodacqua occorre proseguire sempre dritto, iniziando una discesa di circa 300 m.
Si procede a sinistra al bivio, proseguendo per 160 m.
Dopo 110 m girare a destra in discesa, superando un’altra capannina dei cacciatori.
Al bivio che c’è circa 50 metri dopo occorre prendere la destra, proseguendo dritto per 500 m ed evitando il sentiero che scende a destra.
Scendendo dalla costa, si mantiene la sinistra e, alla fine del castagneto, si entra in un bosco di querce.

A questo punto si raggiunge un incrocio con 4 sentieri: occorre imboccare il secondo sentiero a destra, evitando i due sentieri a sinistra.
Proseguire attraverso i castagneti centenari del Colle Rapino, lasciando l’abitato di Tufo in lontananza sulla sinistra. A questo punto il sentiero si mantiene nel bosco, prima di incrociare la strada intercomunale di collegamento col paese di Grisciano (chiusa al traffico in attesa dei lavori di ripristino post-terremoto), per poi rientrare scendendo nel bosco e riuscendo nuovamente sulla stessa strada.
A questo punto proseguire per altri cento metri, lasciando i campetti di calcio sulla destra, arrivando così al ponte pedonale sul fiume Tronto nei pressi della SS. Salaria, di fronte a Grisciano.

 

DA GRISCIANO A COLLE D’ARQUATA FINO ALLA MACERA DELLA MORTE
Dai pressi del Bar dei Platani di Grisciano, percorrere il paese in direzione nord (seguendo cioè in parallelo la SS Salaria in direzione Ascoli Piceno) fino ad un piccolo ponte che supera il torrente Chiarino.
A quel punto girare a destra e imboccare la mulattiera che segue il corso del fiume in direzione della sorgente, lasciando sulla sinistra un tabellone informativo relativo ai sentieri recuperati da Associazione Arquata Potest.
Prestare attenzione poco più avanti in quanto il sentiero per Colle entra a sinistra, segnato da un simbolo bianco-rosso della segnaletica orizzontale (il rischio è che l’escursionista prosegua dritto lungo il corso del torrente Chiarino sulla ben più evidente strada brecciata, anziché risalire il percorso a sinistra nel momento opportuno).
Poco più avanti il sentiero entra nel bosco salendo (abbastanza ripido il tratto iniziale) dopo aver attraversato bellissimi resti di muretti a secco presenti ai lati.
Continuando a salire, gli escursionisti potranno apprezzare sulla destra alcuni muretti di fattura ben diversa rispetto a quelli di contenimento osservati finora: trattasi infatti di muretti di segnalazione dell’antico confine tra il Regno di Napoli e lo Stato Pontificio.
Si segnala che il sentiero, una volta uscito dal bosco e allungatosi nei pressi di una radura, rientra successivamente nel bosco sulla sinistra, dove la segnaletica orizzontale indica il punto esatto di ingresso.

Il sentiero diventa ora una mulattiera, che prosegue fino all’incrocio col tracciato che, salendo sulla sinistra, conduce a Pescara del Tronto.
Da questo incrocio è possibile, alzandosi leggermente in altura, ammirare le vette più alte del Comune di Arquata, nonché tra le maggiori di tutto questo lembo di Appennino: il Monte Vettore in direzione nord (2478 m) e il Pizzo di Sevo a sud (2419 m).
Mantenersi sulla mulattiera principale e, proseguendo dritto per altri 150 m circa, dopo aver oltrepassato i resti di una vecchia casetta diroccata di pastori a destra, si giunge alla Strada Provinciale SP20 “Trisungo-Colle d’Arquata”.
Sulla Provinciale voltare a destra e proseguire lungo la SP20 per circa 1,7 km in direzione Colle d’Arquata.

Una volta arrivati al paese, sendere fino a raggiungere la piazzetta principale, attraversarla passando a sinistra della Chiesetta di San Sebastiano e risalire la stradina seguendo le bandierine bianco-rosse, che vi condurranno nella parte alta del paese. Raggiunte le ultime case dell’abitato, la stradina risale con una scalinata in cemento fino al successivo ripido pendio, tappezzato di lastroni di arenaria, che mena alla Chiesa di Santa Maria della Rocca (detta anche “Chiesa della Madonna del Divino Amore” – 1108 m.), costruita sulla cima del sovrastante Monte Rocca.
Giunti nei pressi della Chiesa, seguire a sinistra dell’edificio il sentiero che si sviluppa tra spettacolari costoni di roccia che tagliano a mezza costa il pendio, entrando a mano a mano nella vallata del fosso Vargo, affluente del Chiarino.

Guadato il torrente, si continua per una pista che sale nel bosco, oltrepassando radure, e dopo ampie curve s’immette in un altro sentiero più evidente fino a raggiungere la strada brecciata, in questo tratto pianeggiante.
Non troppo distante sorgono i resti dell’eremo di Sant’Amico di Avellana, che predicò tra questi monti.
Prima di giungere nei pressi dell’eremo, tuttavia, si incrocia la strada brecciata che prosegue fino alle chiuse dell’Enel: imboccarla verso sinistra per lasciarla subito dopo salendo a destra, in direzione Est (se necessario, prima di imboccare questa salita, ci si può rifornire di acqua da una trocca situata sulla destra, proseguendo ancora lungo la strada brecciata, ad appena 50 m dalla salita). 

Si continua a risalire nel bosco il sentiero che raggiunge Passo il Chino (1581 m), nei pressi del Monte Comunitore (1695 m).
La salita da Passo il Chino alla Macera non presenta particolari difficoltà ed offre, con il suo percorso in cresta, splendide vedute. Si attraversa il bosco Cugnolo (una faggeta da fiaba!) e, una volta fatta visita al Rifugio della Pedata (1800 m), si può finalmente salire in cresta, seguendo la pista principale (ce ne sono diverse).
Da una parte Colle Finarolo, Costa Monterotondo e la Valle della Corte, mentre dall’altra parte la Valle del Chiarino e sullo sfondo i Sibillini, nonché, ovviamente, la Laga.
La cavalcata fino in cresta, con alcuni saliscendi, risulta molto panoramica.
Si segue l’ampio crinale fino a ricongiungersi con la cresta nord-nord-ovest della Macera della Morte (2073 m).
Dalla vetta della Macera della Morte si vedono il Pizzitello (2221 m), Pizzo di Sevo (m 2419) e, dietro a sinistra, la Cima Lepri (metri 2445) sulla cresta dei Monti della Laga.
Sotto la Macera, un antico cippo segna l’odierno confine tra Marche, Lazio ed Abruzzo, mentre, prima dell’unità d’Italia, costituiva il confine tra il Regno dei Borboni e quello della Chiesa.
Dalla Macera della Morte è possibile proseguire la tappa seguendo la traccia GPS fino a San Martino, frazione di Acquasanta Terme (AP).

Si avvisano gli escursionisti della possibilità che alcuni tratti dei sentieri non risultino talvolta adeguatamente ripuliti (specialmente per via della ricrescita della vegetazione) e/o non adeguatamente segnati. “Arquata Potest” si scusa per eventuali disagi specificando in ogni caso che NON RISPONDE DI ALCUN TIPO DI RESPONSABILITA’, che rimane in via esclusiva in capo ai singoli escursionisti e frequentatori dei sentieri in questione.

Cliccare qui per visualizzare la mappa ad alta definizione

Distanza: 13,7 km

Dislivello: 400 m

Quota minima: 730 m

Quota massima: 1130 m  

traccia GPS Accumoli - Capodacqua - Tufo - Grisciano - Colle d'Arquata

Distanza: 21 km

Dislivello: 1289 m 

Quota minima: 784 m

Quota massima:  2073 m

traccia GPS Colle d'Arquata - Macera della Morte - San Martino