TRISUNGO – SPELONGA

L’itinerario, ripristinato da “Arquata Potest” a seguito di battute di recupero svoltesi in periodi diversi, unisce due tracciati distinti: quello che va da Trisungo a Faete e, successivamente, quello che va da Faete a Spelonga.
La prima parte (Trisungo-Faete) consiste in un antico tracciato poi reso via carrabile (successivamente dismessa): la larghezza dello stesso, infatti, in alcuni tratti raggiunge i 6 metri, rendendolo pertanto percorribile con le ciaspole durante l’inverno e, per via della scarsa pendenza, risulta essere adatto anche alle mountain-bike. L’ingresso di Trisungo si trova nella parte più alta del paese, lungo la strada provinciale che sale, appunto, in direzione di Faete, ed esce poco prima della Chiesa di San Matteo, nelle vicinanze del campetto sportivo.
La seconda parte (Faete-Spelonga) è invece piuttosto ripida e non è adatta alle mountain-bike. Gli escursionisti che lo frequenteranno, tuttavia, saranno ampiamente ripagati dalla presenza di stupendi muretti a secco, spesso su entrambi i lati del sentiero, in alcuni punti alti fino a due metri. Il tutto è arricchito da tratti di selciato ancora ben conservato che aiutavano il passo degli animali da soma in antichità.
Quando, fino agli anni cinquanta, non esisteva ancora la Strada Provinciale “Trisungo – Colle d’Arquata”, questi percorsi avevano rappresentato per secoli le uniche vie di comunicazione e gli abitanti del posto erano obbligati ad inviare due/tre volte all’anno diversi membri della famiglia a ripristinarne i tratti compromessi.
L’ingresso da Faete, nei pressi della Chiesa di San Matteo, attraversa un magnifico castagneto secolare che in un tratto si apre con una panoramica sulla parte di Arquata capoluogo e la sua Rocca che hanno stoicamente resistito ai terribili eventi sismici del 2016/2017.

Distanza: 2,52 km

Dislivello: 255 m

Quota minima: 633 m

Quota massima: 875 m

traccia GPS