Seleziona una pagina

SPELONGA – GRISCIANO

L’ingresso dal lato di Spelonga dell’itinerario proposto, recuperato da Arquata Potest nell’aprile 2019, inizia circa 1,5 km dopo la frazione stessa (lungo la S.P. 20 “Trisungo-Colle”) in direzione Colle d’Arquata, dove l’inizio del tracciato è indicato da una freccia informativa, nei pressi di alcune stalle provvisorie.
Da lì parte il sentiero che per i primi cento metri circa è in comune con quello che conduce a Pescara del Tronto, dal quale successivamente si differenzia in quanto quello per Pescara risale a destra nei pressi di un bivio, mentre quello per Grisciano prosegue dritto. Da questo incrocio è possibile altresì ammirare le vette più alte del Comune di Arquata, nonché tra le maggiori di tutto questo lembo di Appennino: il Monte Vettore in direzione nord (2478 m) e il Pizzo di Sevo a sud (2419 m).
Da qui il percorso prosegue scendendo nel bosco, nel quale è possibile orientarsi seguendo la segnaletica orizzontale.
Lungo il sentiero gli escursionisti potranno apprezzare alcuni muretti di fattura ben diversa rispetto a quelli di contenimento (anch’essi spesso presenti su questo itinerario): trattasi infatti di muretti di segnalazione dell’antico confine tra il Regno di Napoli e lo Stato Pontificio.
Si segnala agli escursionisti meno attenti che il sentiero, una volta uscito dal bosco e allungatosi nei pressi di una radura, rientra successivamente nel bosco sulla sinistra, dove la segnaletica orizzontale indica il punto esatto di ingresso. In questo tratto, infatti, viene spontaneo mantenersi lungo il tracciato più ampio che invece porta ad una fontana in cemento priva di acqua.
Una volta imboccato questo ingresso, il percorso scende fino alla frazione di Grisciano (Accumoli, RI), dopo aver attraversato bellissimi resti di muretti a secco, per poi seguire in piano la strada che diventa brecciata ed agevole, fino ad uscire nei pressi del ponticello sul torrente Chiarino.
Percorso molto bello anche da percorrere in mountain-bike, permette di godere delle spettacolari vedute sulla vallata del Chiarino, l’affluente del Tronto che nasce sulla Macera della Morte e segna oggi il confine tra Marche e Lazio. Anticamente detto confine era segnato da muretti a secco, ancora oggi ben visibili, appunto, lungo il sentiero stesso.

Per gli escursionisti che partono da Grisciano si consiglia di prestare particolare attenzione nel tratto iniziale: poco dopo il cartello informativo #CamminArquata, installato all’inizio della strada brecciata, il sentiero entra a sinistra, segnalato da un simbolo “bianco-rosso” (segnaletica verticale). Il rischio, infatti, è che l’escursionista prosegua dritto lungo il corso del torrente Chiarino sulla ben più evidente strada brecciata, anziché risalire il percorso a sinistra nel momento opportuno.

Si avvisano gli escursionisti della possibilità che alcuni tratti dei sentieri non risultino talvolta adeguatamente ripuliti (specialmente per via della ricrescita della vegetazione) e/o non adeguatamente segnati. “Arquata Potest” si scusa per eventuali disagi specificando in ogni caso che NON RISPONDE DI ALCUN TIPO DI RESPONSABILITA’, che rimane in via esclusiva in capo ai singoli escursionisti e frequentatori dei sentieri in questione.

Distanza: 2,7 km

Dislivello: 344 m

Quota minima: 735 m

Quota massima: 1082 m

Sentiero n° 378

Segnaletica presente: Sì 

traccia GPS